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Kenya
Info sul Kenya
KENYA, senz'altro uno dei paesi geograficamente più variegati al mondo, varia dalle coste sabbiose ai ghiacciai, passando attraverso vallate, savane aride e foreste alluvionali, crateri vulcanici e geyser.
Origini e cenni storici
Il Kenya viene definito 'LA CULLA DELL'UMANITA\'; risale infatti ad almeno 4milioni di anni fa il primo progenitore dell'uomo che comparve nei pressi di quello ora chiamiamo Lago Turkana. Fu l'Austrolopithecus Anamensis, considerato uno dei primi ad ergersi in posizione verticale, rispetto agli altri primati. Circa 500 anni dopo ci furono i 'Kenyanthropus Platyops', che vivevano nella zona occidentale del Lago Turkana; a loro testimonianza è stato ritrovato nel 1998 uno scheletro, che ora è conservato nel NATIONAL MUSEUM OF KENYA. Nel 2000 a.C alcune tribù nomadi migrarono dall'Etiopia, seguite, mille anni dopo, da un altro gruppo che occup gran parte del Kenya centrale. Antenati di altre tribù arrivarono da ogni parte dell'Africa tra il 500 a.C. e il 500 d.C.. Sembrerebbe inoltre che ci fossero attivi porti commerciali prima della nascita di Cristo, sulla costa dell'Africa Orientale. Vi fu un certo Diogene, mercante, che giunto sulla costa dichiar di essersi 'spinto all'interno in prossimità di due grandi laghi e una catena di montagne ricoperte di neve e da cui il Nilo trae le sue due sorgenti'. Le popolazioni di lingua Bantu arrivarono dall'Africa occidentale, mentre quelle di lingua Nilota dalla valle del Nilo, nel Sudan meridionale. Dal 700 d.C gli arabi, che commerciavano con la popolazione locale, introdussero l'Islam sulla costa dell'Africa orientale. Nel 750 d.C. ca. cominciarono i primi insediamenti urbani swahili lungo la costa del Kenya. A partire dall'VIII sec, con la migrazione delle tribù verso l'interno del paese, i musulmani provenienti dalla penisola arabica e dalla Persia (oggi Iran) si stabilirono lungo le coste dell'Africa orientale. Tra il X e XIV secolo i Niloti, costituiti dai Kalenjin, Maasai, Turkana, Iteso, e Luo, si spostarono dalla zona ad ovest del Lago Turkana fin dentro il Paese. Nel XIII sec., il popolo di lingua Bantu, si divise in tre gruppi, stanziandosi uno a nord, formando i popoli, Dawida e Akamba; il secondo gruppo proseguì lungo la costa fino alle colline a nord, diventando i Mijikenda. Il terzo gruppo, migrando verso ovest, si stabilì sugli altipiani del Kenya, chiamandosi Agikuyu, Aembu, Chuka, Tharaka, e la Ameru. XV secolo: è considerata "l'Epoca d'oro" della civiltà Swahili. I Luo, spostatisi dal Sudan meridionale verso l'Uganda tra il XV e il XVII sec., si stabilirono sulle rive del Lago Vittoria. Da lì inizi la diffusione lungo le rive di Kisumu e Kano Plains. Intorno al XVI sec., attirati dal profumo di spezie e denaro, i Portoghesi cominciarono ad interessarsi alla zona e saccheggiarono gran parte delle città commerciali indigene swahili, tra cui Mombasa nel 1528; in questo periodo ebbe così fine il monopolio arabo sul commercio nell'Oceano Indiano. I Portoghesi imposero per lungo tempo un duro regime coloniale, nel 1593 costruirono FORT JESUS a Mombasa. Ma il controllo lusitano sulla regione fu sempre in precario equilibrio, data l'esigenza di approvvigionare i loro avamposti con forniture provenienti da Goma, in India. Gli arabi riuscirono a riprendere, infatti, il controllo sulle regioni costiere nel 1720. Con l'improvvisa invasione di tutta l'Africa da parte degli europei, anche le misteriose regioni interne del Kenya furono costrette a svelare i propri segreti agli estranei. Fino al 1880 la Rift Valley e gli altipiani di Aberdare rimasero il principale insediamento Masai, una fiera tribù guerriera. Alla fine del XIX sec., dopo anni di guerre civili tra due opposte fazioni, la tribù Masai si ritrov molto indebolita. Malattie e carestie avevano inflitto loro un ulteriore contributo di morte. Questa situazione convinse gli inglesi a negoziare un trattato con il Laibon Masai (comandante, capo spirituale), perch accordasse loro il diritto di costruire la ferrovia Mombasa-Uganda, destinata a passare sui terreni da pascolo della tribù. Il punto centrale della tratta ferroviaria si trova nell'area su cui oggi sorge la città di Nairobi. Cominci così l'inesorabile declino dei Masai. Le pressanti richieste di terra fertile da parte dei coloni bianchi costrinsero i Masai all'interno di riserve sempre più ridotte. Molti appezzamenti di terra furono sottratti anche ai Kikuyu, una tribù bantu dedita all'agricoltura proveniente dagli altipiani ad ovest del Monte Kenya. del 25 agosto 1846 la prima missione Cristiana del Kenya, presso i Mijikenda sulla costa; fu iniziativa del tedesco Dr Ludwig Krapf, missionario della Chiesa Missionaria di Inghilterra. Joseph Thomson fu invece il primo esploratore europeo che, nel 1883, pass attraverso la terra dei Maasai. La colonizzazione ebbe spesso risvolti incivili e spregevoli. Nel 1890 Waiyaki Wa Hinga, un capo Kikuyu che dominava su Dagoretti, firm un trattato con Fredrick Lugard della Compagnia Britannica dell'Africa Orientale. Questi si stabilì a Dagoretti e cominci a molestare i Kikuyu per le loro donne e per il cibo. Per disfida gli autoctoni bruciarono la fortezza di Lugard. Nel 1892, l'amministrazione britannica fece rapire e seppellire vivo Hinga lungo la costa del Kenya. Nel 1894 il governo britannico dichiar un protettorato su Kenya e Uganda, definendolo 'Il Protettorato dell'Africa Orientale' e Arthur Hardinge divent il primo Commissario. Durante gli anni 1896-1897 gli inglesi inviarono spedizioni militari contro i Kikuyu e il Kamba per far valere la propria autorità. Alla fine del XIIsecolo Koitalel Arap Samoei, un divinitatore e Nandi un leader, profetizzarono che un serpente nero avrebbe squarciato le terre di Nandi sputando fuoco, fatto che più tardi venne interpretato come la linea ferroviaria. Per dieci anni ha combattuto contro i costruttori della linea ferroviaria ed il treno. Gli inglesi, decisi a continuare la linea ferroviaria, crearono una trappola e uccisero Samoei. La prima linea ferroviaria è del 1901, e collegava Mombasa con Kisumu, sul Lago Vittoria. La colonizzazione europea nei primi anni del XX sec. risult, almeno all'inizio, un vero disastro; MEKATILILI WA MENZA cerc di resistere al tentativo britannico di sradicare la cultura tradizionale dei Giriama, tribù della costa, attraverso la distruzione di Kaya, santuario sacro nel bosco e luogo di culto. La tribù si rovesci in una ribellione contro gli inglesi, a seguito della quale Mekatilili fu successivamente catturato e esiliato in Kenya occidentale. Solo dopo essersi presi la briga di conoscere la terra che occupavano, gli inglesi riuscirono a migliorare la loro colonia. Gli altri coloni europei crearono piantagioni di caffè e, già negli anni '50, la popolazione bianca aveva raggiunto le 80.000 unità. Nel 1920 lo stato del 'Protettorato dell'Africa Orientale', mut in Colonia del Kenya e la fascia costiera venne indicata con il nome di 'Protettorato del Kenya'. Costrette a partecipare al sistema economico creato dagli europei, le varie tribù, tra cui i Kikuyu, mantennero comunque intatta la loro voglia di lottare. Il 1921 fu l'anno del primo movimento politico di protesta africano in Kenya contro il governo, cominciata dalla 'Giovane Associazione Kikuyu', guidata da HARRY THUKU, che venne stupidamente incarcerato dagli inglesi nel 1922. Nel 1947 preparandosi per gli sforzi atti ad ottenere la libertà dal dominio britannico, i membri dei Kikuyu, Embu, Meru e Kamba fecero giuramenti di unità e di segreto, conseguentemente cominci il movimento Mau Mau, che invocava la cacciata dei bianchi dal Kenya. L'opposizione al regime coloniale crebbe sempre più; il neonato Kenya African Union (KAU) fece sentire forte la propria voce e le proprie richieste. L'8 aprile del 1953 JOMO KENYATTA, nato Kamau wa Ngengi, fu incaricato di dirigere il movimento Mau Mau e venne condannato a 7 anni di reclusione. La Mau Mau Rebellion termin nel 1956, DEDAN KIMATHI venne arrestato, il 18 febbraio, per il suo ruolo nella rivolta Mau Mau come leader di migliaia di combattenti nella lotta per l'indipendenza e i Mau Mau vennero sconfitti. Si contarono 13.500 morti africani, tra guerriglieri, civili e militari Mau Mau, e di più di 100 europei. Nel 1960 agli africani venne consentito di formare i propri partiti politici a livello nazionale. I leader africani si incontrarono a Kambu e crearono Il Kenya African National Union (KANU), guidato da JS GICHURU, OGINGA ODINGA, TOM MBOYA e successivamente anche da JOMO KENYATTA. In opposizione ad esso era nato il KADU, un partito capeggiato da Ronald Ngala e costituito dalle etnie minoritarie, ma voluto dai bianchi, che promuoveva un sistema di tipo federale. L'idea del governo coloniale era quella di far collaborare i due schieramenti; la situazione sembrava per decisamente insolvibile, fino a quando Jomo Kenyatta diede una svolta alla situazione, portando avanti un motto che avrebbe caratterizzato tutta la sua politica, ovvero: "Uniamoci a costruire la Nazione !", che in Swahili suonava come "HARAMBE !", ovvero unire le forze e tutte le risorse a disposizioni per raggiungere un obiettivo comune. che sfoci nell'Indipendenza dagli inglesi il 12 Dicembre del 1963, quando Kenyatta convinse tutte le realtà etniche ad unirsi per un Kenya forte, unito e vincente. 1 giugno 1963: il Kenya raggiunse l'auto-governo interno, noto come MADARAKA (Libertà), ed in questo giorno si festeggia ora il Madaraka Day, celebrato come Giornata delle proprie regole. Il 12 Dicembre 1963 il Paese diventa pienamente indipendente. Nel 1964 il Kenya diventa una Repubblica, entra a far parte del Commonwealth, e JOMO KENYATTA IL SUO PRIMO PRESIDENTE; sotto la sua conduzione, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa. Il Vice Presidente Jaramogi Oginga Odinga nel 1966 form un nuovo partito di opposizione, il Kenya People's Union (KPU). Il Ministro della Pianificazione Economica, TOM MBOYA, venne assassinato nel Luglio del 1969. Alla morte di Kenyatta, avvenuta nel 1978, salì al potere DANIEL ARAP MOI, membro della tribù Tugen, come secondo presidente. Il governo di Moi fu caratterizzato da tensioni interne e dissensi. Non riuscendo ad accettare le critiche che gli venivano mosse, ordin lo scioglimento delle società tribali e lo smembramento delle università. Nel 1992 le sezione 14 della Costituzione venne abrogata e il Kenya tenne la sua prima elezione multi-partito. Nelle elezioni del 1993 l'opposizione si diede la zappa sui piedi: il mancato raggiungimento di un accordo sul nome di un leader da parte del Forum for the Restoration of Democracy (FORD) port alla divisione del partito in tre gruppi, vanificando ogni possibilità di successo. Moi, unico beneficiario della vanagloria del FORD, vinse con appena un terzo dei voti. Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap Moi indic quale suo successore Uhuru Kenyatta (figlio dell'ex presidente Kenyatta), uomo d'affari senza grande esperienza politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone assistettero alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente MWAI KIBAKI, che per dieci anni era stato il vicepresidente del governo Moi. Kibaki ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di battaglia. Fonti diplomatiche hanno calcolato che il Kenya, tra il 1990 e il 1997, abbia perso, proprio a causa della corruzione, 870 milioni di dollari. Il nuovo presidente ha abolito le tasse scolastiche nelle scuole elementari, compiendo subito una delle promesse della campagna elettorale. Caduta la barriera economica per l'accesso all'istruzione, si è verificato il sovraffollamento nelle classi, un problema nuovo che è stato risolto garantendo agli esclusi una preiscrizione per l'anno successivo. Il 27 dicembre del 2007 si sono tenute le ultime elezioni presidenziali, attese da lungo tempo e molto discusse. Già si delineavano forti tendenze contrastanti tra il presidente uscente ed il capo dell'opposizione, RAILLA ODINGA. Sembrava si respirasse desiderio di cambiamento ed infatti il primo spoglio dava per vincitore il nuovo aspirante alla carica. Successivamente il risultato dei conteggi ha dato definitivamente vantaggio a Kibaki e questo ha scatenato un crescere di reazioni, da forte malumore e sdegno, nel periodo in cui si ventilava questa possibilità, passando a proteste e accuse di brogli, fino a raggiungere, agli inizi del 2008, violenti e sanguinosi scontri, che hanno scosso il paese come non succedeva da lungo tempo e sono costati la vita a centinaia di Kenioti, appartenenti alle due fazioni opposte in lotta (Kikuyu, per Kibaki, Luo e Kalenjin per Odinga), senza contare in molti innocenti coinvolti. Solo dopo lunghi ed intensi interventi da parte delle forze di pace, coadiuvate dall'intermediazione di KOFI ANNAN (ex Segretario Generale dell'ONU), si è giunti ad una tregua. In febbraio c'è stato l'accordo sulla spartizione del potere fra i due rivali politici e il 14 APRILE 2008 Raila Odinga, leader del Movimento Arancione per la Democrazia viene eletto Primo Ministro del Kenya nell' ambito del nuovo governo di coalizione, ci mette fine allo scontro politico che, seppur per breve tempo, ha insanguinato il paese.
Geografia
Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya [1] è attraversato dall'equatore e confina con la Somalia, l'Etiopia, il Sudan, l'Uganda e la Tanzania. Le sue coste sono lambite dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con i vicini occidentali.La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale del Paese. L'umida fascia costiera comprende l'estuario del fiume Tama e un tratto di belle spiagge. Nel Kenya occidentale si trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni splendidi parchi faunistici ( safari). I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida regione nordorientale (safari).Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie a ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di bottiglia. Links: ------ [1] http://www.kenyatravel.it/userfiles/file/MAPPA%20GRANDE%20kENYA.gif
Citta'
NAIROBI è la capitale del Kenya, una delle maggiori città dell'Africa, con circa di 2 milioni e mezzo di abitanti. Sorge in un'area che un tempo era luogo di pastorizia Masai. Il suo nome deriva da un termine Maasai che significa "acque fredde", giacchè "Enairobe o Nairovì" è il luogo dove i Masai si rifornivano d'acqua. Qui sorse la prima tendopoli per la costruzione della ferrovia Mombasa - Kampala, ai primi del '900; divent in seguito la città cosmopolita che è oggi. Disposta, 150km a sud dell'equatore, su un territorio di altipiani che va dai 1660 ai 1800 m slm, gode di un clima mite tutto l'anno. La fortuna di Nairobi è legata alla linea ferroviaria che unisce Mombasa all'Uganda, la cui costruzione determin l'espansione del luogo; deciso inizialmente di costruirla nel 1899, come deposito inglese per il materiale ferroviario e area di approvvigionamento idrico delle tribù Masai, si trasform in una vera e propria città intorno al 1900. Cinque anni dopo, il nuovo centro urbano sostituì Mombasa come capitale del Protettorato dell'Africa Orientale nel 1907. Da allora Nairobi non ha smesso di ingrandirsi e oggi, con i suoi 2.411.900 abitanti, è la città più grande dell' Africa, subito dopo il Cairo. La crescita esponenziale del suo popolamento si deve al Primo dopo Guerra, quando vari occidentali si stanziarono nelle piantagioni circostanti, e spesso si recavano in città per rifornirsi o ritrovarsi nei locali. Personaggi celebri che vi hanno transitato o abitato: Hemingway, Churghill, Roosvelt, Lord Delamere, Karen Blixen La capitale del Kenya è cosmopolita, vivace, interessante, gode di una piacevole posizione e, in generale, è un buon posto per realizzare piccoli affari. Ildistretto commerciale del centro è la zona ideale per assaporare la moderna vita urbana africana. Purtroppo, essendo anche il luogo prescelto da ladri e delinquenti, la sicurezza, soprattutto di notte, è un vero problema, e non per niente la città dai residenti viene anche chiamata "Nairobbery" (dall'inglese 'robbery', 'rapina'). Il contrasto più evidente è quello tra miseria e ricchezza: dai maestosi grattacieli di vetro della "Little London" del centro città, da cui si pu vedere il ghetto di Korogocho, una immensa baraccopoli senza acqua, luce e con la fogna che scorre tra stradine di fango e rifiuti. Si ricorda che è anche sede di studi con la University of Nairobi (fondata nel 1956), il Kenya Polytechnic (1961), e il Kenya Conservatoire of Music (1944). Gran movimento ruota attorno a River Rd, una strada centrale che vale la pena visitare anche se non è consigliabile alloggiare da queste parti. La maggior parte dei turisti preferisce dormire e mangiare nel centro di Nairobi; trovare un albergo tranquillo su una strada silenziosa da queste parti potrebbe dunque rivelarsi un arduo compito. Sono molto interessanti e facilmente raggiungibili il National Museum, famoso per lo spazio dedicato ai primi esseri viventi in Africa. Lo Snake Museum e il National Archives, nel quale ultimo troverete non solo i soliti, freddi documenti, ma anche dipinti e mostre di artigianato. Gli edifici del Parlamento Europeo, il Municipio e il Tribunale, la Libreria Mc Millan (se ne fa accenno anche nel libro della Blixen, 'La Mia Africa'), il mercato comunale, il Teatro Nazionale del Kenya, e la galleria d'arte Sorsbie. Nelle immediate vicinanze della metropoli si trova il Nairobi National Park, la più accessibile tra le meraviglie naturali del paese. Se viaggiate con bambini, non mancate di portarli a visitare il vicino e divertente Ostrich Park. CURIOSITA': agli inizi del secolo esisteva una particolare forma di 'quotidiano locale', ovvero un'Acacia, denominata Thorn Tree, al cui tronco si affiggevano, notizie, inviti a feste, annunci di nozze, ma anche di caccia, nonch richieste di attrezzi e mano d'opera. Pur perdendo un po' il suo fascino, l'usanza si è mantenuta fino ai giorni nostri, anche se l'acacia non è più la stessa e anche se i messaggi, come l'albero d'altra parte, si sono ammodernati, più simili a quelli presenti sulle nostre bacheche "cerco-compro-vendo" NAIROBI NATIONAL PARK: Con i suoi 117 kmq, il Parco si trova alla periferia della città ed è il primo parco nazionale del Kenya, nonch il più antico santuario degli animali, che preserva la sua meravigliosa fauna selvatica; fu infatti fondato nel 1945, per evitare che gli animali entrassero in città. Un tratto di savana che si staglia all'orizzonte di Nairobi, la capitale cosmopolita del Kenya ed è recintato solo sui lati che fiancheggiano la strada e il limite cittadino. l'unica città del mondo che ha per vicini un centinaio di mammiferi diversi. Si estende verso le Piane di Kitengela, di Kapiti, il corridoio migratorio naturale, e di Athi. In una porzione di foresta dell'altopiano crescono piante caratteristiche quali: 'croton', olivo del Kenya, 'ekebergia', 'markhamia', castagno, vari tipi di acacia e 'l'albero della febbre'. Buona parte degli animali presenti è stagionale e si muove con le migrazioni, branchi di zebre, gnu e antilopi, ad esempio, arrivano al parco in luglio e agosto, per godere del ricco pascolo fino alle successive piogge. Altri animali, invece, vivono lì tutto l'anno; ecco quindi che si possono avvistare leoni, leopardi, ghepardi, impala, kongoni, le gazzelle di Thomson e quelle giganti, le giraffe Masai, ippopotami e bufali nonch i rinoceronti neri. Negli ultimi anni è successo, con sempre maggiore frequenza, che un ghepardo abbia cresciuto con successo i suoi cuccioli nel Parco, per la gioia dei visitatori locali e internazionali. Il Parco è anche un punto di partenza ideale per safari ornitologici, con oltre 400 specie di uccelli; possiamo menzionarne alcuni, quali: faraone, uccelli francolini, quaglie arlecchino, struzzi, gru coronate, cicogne bianche europee, uccelli acquatici della Guinea, aironi, aquile, falchi, poiane, avvoltoi, oche egiziane, ibis, etc., molti di questi variano con le stagioni dell'anno. E 'il posto in cui il Presidente Daniel Arap Moi nel 1989 fece un drammatico fal di avorio, 10 tonnellate per un valore di 60milioni di Kshs, nel tentativo di eliminare il massacro di massa degli elefanti Africani, a causa delle loro zanne. Vicino al cancello principale del parco si trova una targa commemorativa con le leggendarie parole: "Grandi obiettivi spesso richiedono grandi sacrifici". Da allora, il grande fuoco è stato acceso altre due volte per distruggere le scorte confiscate di corna e avorio del rinoceronte. Molte altre attrazioni turistiche si trovano vicino al parco, il che lo rende una destinazione di escursioni ideale. Non vi è alcuna sistemazione all'interno del Parco, a parte eree in cui campeggiare e avere pic-nic, ma Nairobi offre una vasta selezione di sistemazioni, per soddisfare le preferenze di tutti i visitatori. Ci sono tuttavia negozietti di souvenirs e un ristorante. (Accesso: Non residenti - Adulti 40$, bambini 20$. Residenti - Adulti 1000 Kshs, bambini 500 Kshs). MOMBASAsi trova sull'Isola di Mombasa, collegata alla terraferma da un ponte e da un servizio di traghetti: è la seconda città più popolosa del Kenya (712.600 abitanti) e il più importante porto sulla costa orientale africana, quindi non solo per il Kenya, ma anche per le altre nazioni dell'entroterra, centro commerciale per il traffico con l'Oceano Indiano. E' importante per le produzioni artigianali e per il turismo. Diverse le attività di svago legate al mare: con la barriera corallina che ne lambisce le coste, snorkeling, dolphin-watching and pesca d'altura sono un'esperienza unica. Luogo di approdo di molte etnie non solo africane quali, ad esempio, Britannici, Medio Orientali, Indiani e Cinesi, la sua popolazione prevalente è quella MIJI KENDA/SWAHILI di religione islamica: le donne swahili portano abiti di cotone detti kanga, con colori sgargianti e portano anche un velo scuro detto "bui bui". Gli uomini vestono un particolare tipo di 'sarong' a strisce colorate, detto "kikoi". Mombasa, è una città calda, fumosa e ricca di storia. Una prima testimonianza della sua esistenza ci arriva addirittura dal greco Diogene, che la menzion nel suo scritto 'Periplo del mare Eritreo'. L'astronomo, matematico e geografo Tolomeo, del II sec., parla di tale città, che all'epoca era nota come Tonica, nell'opera 'Geografia', e fa accenno ai mercanti di varia provenienza che vi circolavano. Il poeta arabo Mahsudi ne decanta le bellezze nel IXsec. Da secoli dominio esclusivo dei musulmani, la città venne in passato attaccata dai Portoghesi che, nel 1505, la rasero al suolo. Fu ricostruita in fretta e furia per essere poi nuovamente ridotta ad un ammasso di macerie da un governatore di Mombasa, armato fino ai denti, durante la lunga battaglia contro i Portoghesi. Passeggiando per la Città Vecchia, che reca ancora molte testimonianze di questo turbolento periodo, potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in legno decorato. L'attrazione principale della parte vecchia è Fort Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita dai Portoghesi nel 1593 e cambi occupanti nove volte tra il 1631 e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani, portoghesi e arabi. Da vedere anche le abitazioni storiche Swahili, sempre nella Old Town, che è godibilissima a piedi. L'incrocio di culture porta ad un intreccio di strutture e tetti di architetture ben diverse, dalle chiese Cristiane, ai templi Hindu, alle Moschee. Altra visita curiosa si pu fare al mercatino del legno su Digo Road. Interessanti poi da menzionare, sia in città, che nelle zone circostanti: Parco Marino Nazionale di Mombasa; Marsabit National Park Sito archeologico di Mnarani; Sito archeologico di Jumba La Mtwana. La stazione ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni alberghi, ristoranti e luoghi interessanti. Una fascia di bellissime spiagge si estende lungo la costa appena a sud della città. Mombasa è collegata a Nairobi da numerosi voli, treni e autobus. in funzione anche un regolare servizio di autobus e traghetti tra Mombasa e la Tanzania. Ogni anno Mombasa organizza un festival musicale e culturale, con vari artisti ed attori; a conclusione una gran sfilata di tutti i partecipanti. KISUMU:Kisumu, vicino alle coste meridionali del Lago Vittoria ed importante porto lacustre, con i suoi 350.000 abitanti, è la terza città del Kenya (in coda a Nairobi e Mombasa) e sorge sulle terre paludose del Golfo di Kavirodno, all'imboccatura della Valle del Nyando e a 1145 m slm. Un tempo era il punto di arrivo della Ferrovia dell'Africa Orientale che partiva da Mombasa; proprio in onore di Florence Whitehouse, la moglie del capo ingegnere ai lavori della linea, un tempo la cittadina si chiamava Port Florence. Ai giorni nostri è invece il centro amministrativo principale del Kenya Occidentale. C'è anche un aeroporto dove atterrano sia voli di linea che charter. Da vedere: Museo di Storia Naturale e di Etnologia, aperto nel 1980; ci sono anche un acquario ed un rettilario che vantano una tartaruga di ben 300 anni. Assolutamente affasciante il mercato, uno dei più ricchi e grandi in Kenya, che si trova vicino alla stazione degli autobus. A Otieno Oyoo Street c'è la Moschea del Venerdì. Per i più romantici, il miglior tramonto si gode da Hippo Point (se ne sono andati, per, gli ippopotami). Se vi interessano 'ibis' e 'aironi', allora ammiratene il volo nella zona di Ahero. Per un'originale pesca notturna sul lago, a bordo di un'imbarcazione con i JaLuo, allora proseguire fuori città, verso sud, fino al piccolo villaggio di Dunga. Oppure si pu semplicemente andare a fare un giro al largo del Lago Vittoria e magari approdare sull'Isola di Ndere, Santuario nazionale dal 1986 e riserva naturalistica. MALINDI è una cittadina della costa, posta 123 km a sud di Mombasa, presso le foci del fiume Galana. Ad oggi conta circa 50.000 abitanti, la maggior parte dei quali dediti al turismo; molte infatti le strutture alberghiere ed i ristoranti, senza poi omettere il settore terziario. Malindi, È UNA DELLE CITTÀ PIÙ ANTICHE DELL'AFRICA ORIENTALE, diverse sono le testimonianze che ne provano l'esistenza in tempi assai antichi. Già nel II sec. Claudio Tolomeo ne faceva menzione nella sua 'Geografia', con il nome di 'ESSINA'; gli Shirazivi si rifugiarono nel VIIsec e successivamente, nel IX sec., anche il poeta arabo El-Masudi ne fu ispirato tanto da scriverne. Allo stesso periodo risalgono anche alcune ceramiche cinesi ritrovate nella zona, evidenza di possibili scambi commerciali con naviganti che in cambio riportavano in patria carichi di avorio e pelli di animali. Quando nel 1498 Vasco De Gama approd a Malindi, per testimoniare che quel tratto di Costa apparteneva alla corona portoghese, fece erigere una colonna, fatta in blocchi di madrepora, con sopra la Croce Pradao, fatta in pietra di Lisbona. Malindi all'epoca era un principato, cinto da mura e fu l'unico a dare degna accoglienza ai portoghesi e stabilire con essi un rapporto non conflittuale. Le relazioni con gli arabi, di conseguenza, si inasprirono e successivamente Malindi conobbe periodi di declino, fino a quando il grande ERNEST HEMINGWAY non si appassion a questo luogo e ne scrisse. Ecco che immediatamente questo servì da calamita per attirare attenzioni e curiosità delle rispettabili famiglie di capitalisti internazionali. Negli anni '80 arrivarono anche gli italiani e cominciarono a costruire ogni sorta di locale, dai resort ai ristoranti, ai bar, agli alimentari, al casin. sicuramente una delle località più 'italiane' del Kenya, ecco quindi che molti parlano la nostra lingua e ci salutano con un allegro 'ciao'. Questo tuttavia non spaventi coloro che ricercano puro fascino esotico e straniero. una città dal doppio volto, c'è la parte storica Swahili, con moschee e chiese antiche e poi c'è la parte moderna e turistica. Malindi conserva un alone di magia, per come riesce a far convivere antichi costumi, sapori, odori e colori con l'inevitabile influenza europea. Non a caso c'è un sempre crescente numero di 'repeaters', turisti affezionati che tornano, ritornano e talvolta si stabiliscono lì per sempre. COSE DA VEDERE E FARE: nella città vecchia la Moschea Jami; due pilastri tombali del XIVsec.; la chiesa di S.Francesco Xavier, una delle più datate dell'Africa Orientale. Il Museo di Malindi, che ha sede nell'antica abitazione di un commerciante indiano. Del 1541 è la Cappella portoghese che si trova vicino alla croce di Vasco De Gama. Il Malindi Falconry, centro di riabilitazione per uccelli ammalati o feriti, nonch per l'allevamento dei falchi e altri uccelli predatori. Lì vicino anche il rettilario ed il parco ornitologico. Consiglio anche una giornata di mare, cibo e relax a Che Shale..incantevole! Fate almeno una passeggiata sulla battigia, con la risacca delle onde che solleva brillanti scagliuzze dorate. Per gli appassionati di windsurf e kitesurf, le spiagge ampie e ventose sono l'ideale; per gli amanti dello snorkelling assolutamente invitante il Parco Marino di Watamu, a pochi km vs sud, occasione per provare l'esperienza di un pranzo improvvisato su una lingua di terra emersa in mezzo al mare, nel corso di un 'Blu safari' 16 km a sud di Malindi c'è G[H]EDI (che in lingua Oromo significa 'la preziosa'), un villaggio G[h]iriama immerso nella vegetazione; lì vicino le rovine della città del XII sec., estintasi misteriosamente nel XVII sec; è il COMPLESSO ARCHEOLOGICO PIÙ IMPORTANTE IN KENYA. CURIOSITA\': Vicino a MALINDI vi è il "Centro Spaziale Italiano Luigi Broglio", in concessione all'Agenzia Spaziale Italiana, utilizzato per tracciamento dei satelliti. Quando il cinese Zheng He venne in visita a Malindi, gli venne dato come dono da portare all' Imperatore Ming Yongle, da parte della città, una giraffa. MARSABIT, piccola cittadina con 13.000 abitanti, a 1.675 m. slm, immersa nella riserva naturalistica omonima e ai piedi dell'estinto vulcano, anch'esso con lo stesso nome, al centro del cui cratere c'è un meraviglioso lago il cui nome la dice lunga sulla bellezza del luogo e del panorama che si gode, Lake Paradise. ISIOLO, 33.000 abitanti, è una cittadina posta a 1.220m di altitudine e 285 km di distanza da Nairobi. Ci si ferma ancora a firmare il registro lungo la strada che conduce a nord; si trova lungo l'autostrada per l'Etiopia', infatti c'è un cartello che indica "Adis Abeba km 1.010". Sul vicino Monte Lossossi pu praticare parapendio. ARCIPELAGO DI LAMU: 7 isole, più qualche isolotto, dalla sabbia bianchissima e dove si posano caratteristici villaggi 'speziati', con case di madrepora e tetti in paglia. Sono posti incantevoli, rilassanti, da girare rigorosamente a piedi, o sul dorso di un asino e si pu andare da un'isola all'altra a bordo di veleggianti dows. Le tre isole principali sono: Lamu, Manda e Patè. LAMU è una fantastica cittadina piena di meraviglie, ammantata da un'atmosfera medievale. la maggiore delle tre località poste sull'ISOLA DI LAMU, nonch la più antica tra le varie città costiere ancora abitate, con 12 km di spiagge; il suo antico borgo è stato inserito dall'UNESCO tra i siti patrimonio dell'Umanità. Popolata quasi esclusivamente da musulmani, essendo gli arabi tra i primi ad essere qui approdati durante le loro navigazioni commerciali, non ha cambiato di molto l'aspetto e il carattere nel corso dei secoli. In passato florida cittadina portuale, oggi Lamu è un centro fuori mano e autosufficiente, estremamente tranquillo e rilassante. Nessun altra città swahili, ad eccezione di Zanzibar, è in grado di offrire tanta ricchezza culturale e un tradizionale stile architettonico ancora intatto (antenne televisive a parte). Stradine strette e strutture architettoniche in blocchi di madrepora e porte e finestre in legno scolpito. Potrete avere un eccellente panorama della cultura e della storia della città visitando il Lamu Museum, sul lungomare. Se il museo riuscirà a stuzzicare la vostra curiosità sulla cultura swahili, allora non mancate di ammirare l'edificio, splendidamente restaurato, che ospita lo Swahili House Museum, una residenza privata del XVIII sec. restaurata ed arredata con mobili d'epoca. Una delle più bizzarre attrazioni di Lamu è il Donkey Sanctuary. Sull'Harambe Rd. Si trova un altro museo, il Forte di Lamu; la costruzione fu iniziata nel 1813 per volere del Sultano amanita Seyyid Said, e in un primo momento venne usata come guarnigione per i suoi soldati, poi venne usata come prigione dai britannici ed in seguito dai keniani. Dal 1984 pass sotto la tutela dell'amministrazione dei musei del Kenya, che lo fece restaurare. La più celebre fra tutte le moschee dell'isola, ben 42, è quella chiamta Riadha (1900), ma la più antica è la moschea di Pwani. Adagiata sull'Isola Lamu, lungo la costa superiore del Kenya orientale, Lamu è raggiungibile con imbarcazioni diesel in partenza da Mokowe, sulla terraferma; in alternativa potete prendere un volo che atterra nella vicina isola di Manda. vivamente consigliabile fare un giro in dhow (imbarcazioni tipiche: sambuco a vela latina) e visitare le altre isole. SHELAè a sud-est dell'Isola e in meno di un'ora di camminata si pu raggiungere da Lamu; è un villaggio di pescatori costruita in blocchi di madrepora, tipica della zona. La sua Moschea del Venerdì risale al 1829. MATONDONI, la terza località, si trova a nord dell'isola. Da Lamu è meglio raggiungibile in barca, perch a piedi ci vorrebbero due ore. PATÈè un'isola corallina a nord est di Lamu. Ha tre villaggi, quante erano le isolette che si fusero insieme per creare quella attuale, che conobbero passati gloriosi. FAZA , capoluogo, fu distrutta e ricostruita varie volte nei secoli XII e XVI. Inizialmente era in lotta contro PATÈ. Quest'ultima ha delle origini non certe, probabilmente comprese tra il VII e l'VIII sec. dal XVII secolo divent il funcro della resistenza contro gli europei e riuscì anche a contendere a Mombasa il dominio della Costa fino a quando, bel 1865, il sultano di Zanzibar scacci la famiglia regnante. Notevoli da ammirare le moschee, il palazzo ed il portale delle mura. SIYU, fondata nell'VIII sec., è famosa per il suo artigianato in pelle. Lascia una testimonianza architettonica di rilievo con il Forte Sayyid Said, del 1843; la costruzione è in blocchi di madrepora, al suo interno c'è una moschea. MANDAè l'isola museo collegata a Lamu da uno stretto canale di mangrovie e non è più abituata dal VXII sec., a causa della salinizzazione dell'acqua potabile. Il sito delle rovine islamiche di Takwa risale al periodo compreso tra il XV e XVI sec., della città che fu ora sono rimasti solo 148 blocchi di madrepora che emergono dalla sabbia; fu probabilmente sacra poich tutte le porte sono rivolte alla Mecca. C'è poi una tomba a pilastro risalente al 1682 ed una moschea con uno strano pilastro sul muro che ospita la kibla.
Laghi
Dal piu' esteso, il Vittoria, al piu' piccolo, l'Elmentaita, i laghi del Kenya sono numerosi, ma pur sempre poco sufficienti a costituire fonte idrica necessaria al fabbisogno dei popoli, della flora e della fauna. Il Kenya è una terra arida e caldissima a cavallo dell'equatore, e durante l'anno vede cambiare l'aspetto delle proprie terre a seconda dell'abbondare delle pioggie o dei periodi di siccità. I laghi stessi cambiano dimensioni, variando ampiezza e profondità in modo molto evidente, a seconda delle stagionalità. La strada B4, nella zona della Rift Valley, che va da Mariagat a Nairobi, è nota come "STRADA DEI LAGHI", giacch lambisce i laghi Baringo, Bogoria, Nakuru e Naivasha"; gli altri laghi del Kenya sono il ben noto L.Vittoria, il L.Elmentaita, il L.Magadi ed il L.Natron, che si trova prevalentemente in Tanzania, con cui il Kenya confina.
Fiumi
Il Kenya è un Paese arido; le piogge riescono a rendere fertili solo il 7% delle terre. I fiumi sono di tipo stagionale e spesso cambiano nome lungo il loro corso, a seconda delle terre che attraversano. SAGHANA-TANA: è il fiume più lungo (800km.) e nasce dal Monte Kenya e dalla catena degli Aberdare-Nyandarua e sfocia nell'oceano Indiano, poco a sud di Lamu. ATHI: fiume (ca. 550 km) del Kenya meridionale, tributario dell'Oceano Indiano. Nasce dal versante meridionale dei monti Aberdare, presso Nairobi e scorre verso SudEst, attraverso l'altopiano di Yatta fino allo Tsavo, dove riceve da destra il fiume omonimo e assume il nome di GALANA; forma poi le cascate. GALANA-SABAKI, si forma dall'Athi e dallo Tsavo, arriva all'Oceano presso Malindi. UASO NYIRO: nasce dagli Aberdare e si tuffa nelle cascate Nyahururu (Thompson Falls) UASO NAROK:più a sud del precedente Uaso, sfocia nel Lago Natron (Tanzania). NZOIA, YALA, E MARA confluiscono nel Lago Vittoria-Nyanza.
Monti, vulcani e colline
MONTE KENYA, (o Kirinyaga): Con I suoi 5199m di altezza è la montagna piu' elevata del Kenya, e la seconda in Africa. Sorge sull'equatore ed i Kukuyu si riferiscono ad essa come 'montagna lucente' o 'casa di Dio', costruiscono le loro capanne con la porta rivolta verso le sacre alture. un massiccio vulcanico di rara bellezza con ghiacciai sulle cime. Le vette più alte sono Batian (5.199 m slm), Nelion (5.188 m slm), Lenana (4.985 m slm). Ai suoi piedi la Pianura di Nanyuki. Presso la montagna anche i 175kmq di Parco Nazionale, che dista 170 km da Nairobi ed è considerato dall'UNESCO retaggio Naturalistico mondiale, dove poter ammirare bufali ed elefanti, rinoceronti neri e antilopi d'acqua, cefalofi, leopardi, ilocheri, colobi, genette, proravie arboree, galagoni, manguste e lepri. I più fortunati riusciranno ad adocchiare il 'gatto dorato'. Il monte Kenya è una delle mete piu' ambite dagli scalatori di tutto il mondo. Ma anche un posto bellissimo dove si possono fare meno impegnative escursioni a piedi. Il primo ardito scalatore fu Halford John Mackinder. MONTE ELGON (anticamente 'Marsawa'): immenso vulcano inattivo formatosi 15milioni di anni fa, che vanta la piu' ampia superficie a livello mondiale, è infatti largo 50 km x 80 km ed una caldera di 8 km. Si trova al confine con l'Uganda ed è la seconda montagna più alta del Kenya con la sua cima Wagagai di 4321 m, tra le vette si estendono ampie vallate. Il nome attuale deriva dai Masai ElGoni che abitarono le grotte basaltiche di Kitum. Sulle sue pendici abitano ancora due etnie Sabaot. Il monte è stato eletto dall'UNESCO 'Riserva della biosfera terrestre' nel 2003. NGONG HILLS: Le colline di Ngong in Kenya formano una serie di creste ininterrotte; l'ascensione permette di scoprire un magnifico panorama sui crateri vulcanici della Rift Valley, verso cui questi rilievi scendono bruscamente. Luogo principe in cui si svolse la vita africana di Karen Blixen e amabilmente descritto nella sua narrazione autobiografica 'LA MIA AFRICA': "In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinaquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l'equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo. La posizione geografica e l'altezza contribuivano a creare un paesaggio unico al mondo..i colori asciutti ed arsi parevano colori di terracotta. Gli alberi avevano un fogliame delicato e leggero" MONTE LONGONOT: è uno dei coni vulcanici tra i più alti d'Africa, con i suoi 2.777m . Non è difficilmente scalabile, in 5-6 ore si pu raggiungere la cima, partendo dal villaggio di Longonot. Il vulcano e l'area circostante, sono diventati Parco Nazionale [1]nel 1983, che si estende per 52kmq. 20 km a nord si raggiunge il Lago Naivasha, mentre dirigendosi a nord-ovest si raggiunge presto il Parco Nazionale di Hell's Gate. Links: ------ [1] http://www.kenyatravel.it/index.php?lang=it&area=5&menuid=142
Parchi Nazionali e Riserve
La diversita' di habitat che il Kenya offre, è eguagliata da un altrettanto ricca varietà di flora e fauna, ben conservate e protette con i 48 Parchi Nazionali, Riserve e Parchi Marini presenti nel Paese.
Foreste e Deserti
Le foreste si estendono vicino ai laghi o in alta montagna, dove le piogge sono copiose e si sviluppano rigogliose fino ai 2800m. Due i deserti del Kenya, il polveroso El Barta ed il salato Chalbi.
Solidarietà
ASSOCIAZIONE NATIVO ONLUS: L'Associazione Nativo è una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), costituita il 16 Dicembre 2003, con l'unico scopo di perseguire finalità di solidarietà sociale e beneficenza a favore di piccole comunità africane residenti nella zona costiera nord orientale del Kenia e precisamente nei villaggi di Watamu, Timboni e Gede. Finalità primaria dell'Associazione è reperire risorse in Italia da destinare a micro-progetti umanitari in Kenia. L'esigenza di costituire l'Associazione è nata dalla necessità di assicurare crescita e continuità ai microprogetti, avviati inizialmente a livello individuale, dai suoi soci fondatori. L'idea da trasmettere è quella di un turismo responsabile che abbia un approccio consapevole con le realtà dei paesi in via di sviluppo del Sud del Mondo e che maturi nel tempo la consapevolezza di poter fare molto con poco, specialmente a tutela dei diritti fondamentali dei minori. www.nativonlus.com [1] WATOTO KENYA è stato fondato per dare un futuro ai bambini in difficoltà, aiutandoli a crescere provvedendo a vitto e alloggio, cure mediche ed istruzione, dando precedenza ai bimbi di strada e agli orfani. L'Associazione cerca di renderli autonomi insegnando loro un mestiere o una professione secondo le loro attitudini, rispettando la cultura ed il contesto sociale. OBIETTIVO: inserirli nel loro tessuto sociale, con la capacità di provvedere a loro stessi e migliorare la qualità di vita intorno a loro. www.watotokenya.com [2] Links: ------ [1] http://www.nativonlus.com [2] http://www.watotokenya,com
Popoli e Tribu'
Tre grandi gruppi, BANTU, CUSCITI E NILOTI, con 3 classi linguistiche differenti, hanno dato origine a gruppi minori e più specifici, le tribù, caratterizzate da diverse sfumature, identità nonch diversi dialetti. In Kenya si contano 42 tribù, ma le diramazioni nei diversi popoli diventano molte di più. Il paese è abitato anche da minoranze arabe che si sono insediate sulle coste; altre minoranze sono gli indo-pachistani e gli europei. BANTU - arrivati in Kenya dall'Africa centrale, sono divisi in tre gruppi a seconda dell'area di approdo, quelli stanziatisi intorno al Lago Vittoria, a Ovest:Luhya, Kisii, Suba, Kuria, Gusii, tutti questi, per differenziarsi dal ceppo che si trova più nel centro del Kenya, utilizzano il prefisso 'Aba', davanti al nome (AbaLuhya);i Bantu dell'altopiano, sono i più numerosi e occupano alcune tra le terre più fertili del Paese: Kikuyu(la più popolosa), Kamba, Meru, Embu, Tharaka, Mbere, Seg[h]eju; i Bantu della costa: Mijikenda, Taveta, Pokomo (fiume Tana), Taita, Digo, Giriama, Duruma e altre. Nove di queste si sono unite in confederazione che assume il nome comune di Mijikehenda o WaNyika; altre nove si sono stabilite a nord a oriente del massiccio del monte Kenya, i Meru. CUSHITI - Somali, Rendille, Galla, Boni, Borana, Gabbra, Oruma, Sakuye, ElMolo, Burji, Dassenic. Rappresentano il 3% della popolazione, e vivono sul 14% del territorio, arido e semidesertico. NILOTI PARANILOTI - (un terzo della popolazione keniana) NILOTI, -che parlano il 'kalenjin'-: Luo, Nandi,ElKeyo o Elgeyo, Iteso, Kipig[h]i o Kipsigis, Marakwet, Okiek o Ndorobo, Pokot, Sabaot, Suk, Terik, ElTug[h]en e TESO - Iteso e Turkana; poi cisono i pastori seminomadi, indipendenti di lingua MAA: Maasai, Samburu, Njemps, IlChamus SWAHILI: Bajun (arcipelago di Lamu), Pate, Mvita, Vumba, Ozi, Fundi, Siyu, Shela, Amu In Kenya poi ci sono altre etnie, tra cui 50.000 ca. Arabi (Oman, Yemen, Arabia Saudita); 100.000 ca. Asiatici (India, Punjab, Gujarat, Goan, Pakistan); 43.000 Europei, di cui circa il 15% ha preso la cittadinanza Keniana.
Italiano-Swahili
SWAHILI (localmente denominato KISWAHILI) è lingua la lingua nazionale del Kenya ed è nata sulla costa orientale, circa 15 secoli fa, a seguito del periodo di scambi commerciali tra le tribù costiere locali, e gli arabi. La lingua Swahili è, infatti, un incrocio nato da influenze arabe, etno-locali e inglese africanizzato. Il termine "SWAHILI" deriva dalla parola araba 'sawahil' che significa "costa"; con il prefisso "ki" (che sta per "lingua") significa "lingua delle coste". I Waswahili sono infatti gli abitanti della costa e il kiswahili è la loro lingua. E' la più parlata lingua africana. Italiano-SWAHILI SALUTI E PRESENTAZIONI Ciao, come stai? (saluto multi-scopo) - JAMBO O HUJAMBO (La risposta) No. problemi - JAMBO O SIJAMBO Buongiorno - UMEAMKAJE Addio, arrivederci (a uno / molti) - KWAHERI/NI Buonanotte - LALA SALAMA Sì (Lett.: è così) - NDIYO, NAAM No - HAPANA Come va? (letteralmente "notizie?") - HABARI GANI? Bene, grazie. - MZURI, AHSANTE. E lei? - NA WEWE? Permesso? C'è qualcuno? (detto bussando per entrare) - HODI! Vieni/te, entra/te, benvenuto/i (anche detto per offrire qualcosa) KARIBU/NI Grazie (a uno/molti) - AHSANTE/NI Molto - SANA Prego - KARIBU Per piacere - TAFADHALI/NI Scusi - NISAMEHE Signore (L'equivalente di Monsieur in francese e Mr. In inglese) - BWANA Signora (Come il francese Madame , o l'inglese Mrs) - MAMA Signorina - BIBI La gioventù, l'adolescente- KIJANA (pl.VIJANA) Bambino - MTOTO(pl. WATOTO) Qual è il tuo nome? - JINA LAKO NANI? Il mio nome è - JINA LANGU NI Ti chiami? - UNAITWAJE? Mi chiamo - NINAITWA - JINA LANGU Da dove vieni? - UNATOKA WAPI? Dove abiti? - UNAKAA WAPI? Io sono da - NINATOKA Sto a, abito a - NINAKAA Ci vediamo! (congedandosi) - TUTAONANA Non capisco - SIFAHAMU / SIELEWI Non parlo Swahili, ma - SISEMI KISWAHILI, LAKINI Come si dice così in Swahili? - UNASEMAJE NA KISWAHILI Potrebbe ripeterlo per piacere? (Lett. parlare di nuovo) - TAFADHALI SEMA TENA? Parli lentamente - SEMA POLE POLE Che ore sono? - NI SAA NGAPI? Non so - SIJUI Dove? - WAPI? Dove (posto9 - MAHALI GANI? Chi? - NANI? Dov'è? - IKO WAPI Qui - HAPA Come? - VIPI? Cosa? - NINI? Quale? - GANI? Quando? - LINI? Adesso - SASA Presto - SASA HIVI Perch? - KWA NINI? (domanda) Perch - KWA SABABU (risposta) presto - MAPEMA tardi - IMECHELEWA Ho fame - NINA NJAA O - AU Sono italiano - MIMI NI MWITALIANO Dove posso soggiornare? - NAWEZA KUKAA WAPI? Posso stare qui? - NAWEZA KUKAA HAPA? Sono affamato - NINASIKIA NJAA Ho sete - NINA KIU C'è qualcuno? - IKO MTU O KUNA MTU? Sì c'è - IKO O KUNA No non c'è nessuno - HAKUNA MTU Non c'è - HAKUNA Quanto? - NGAPI? Soldi, denaro - PESA Che prezzo? - BEI GANI? Quanto costa? - PESA NGAPI? Voglio/Vorrei - NATAKA/NINGETAKA Non voglio - SITAKI Dammi / Prendimi (posso avere?)- NIPE / NILETEE Nuovamente - TENA Abbastanza - TOSHA, BASI Costoso - GHALI - SANA A buon mercato (anche "facile") - RAHISI Riduci il prezzo, scendi un p - PUNGUZA BEI KIDOGO IN VIAGGIO Bus - BASI / pl. MABASI Automobile/i, veicolo - GARI / MAGARI Taxi - TEKSI Biciclette - BAISKELI Treno - TRENI Aereo - NDEGE Nave, Barca - CHOMBO/MELI Benzina - PETROLI Strada, via - NJIA Autostrada - BARABARA A piedi, camminando - KWA MIGUU Quando parte? - INAONDOKA LINI? Quando si arriva? TUTAFIKA LINI? Lentamente - POLE POLE Veloce - HARAKA Aspetta! Attendi un momento! - NGOJA! / NGOJA KIDOGO! Ferma! - SIMAMA! Dove stai andando? - UNAENDA WAPI? Verso dove? - MPAKA WAPI? Da dove? - KUTOKA WAPI? Quanti chilometri? - KILOMITA NGAPI? Io vado a - NAENDA Andiamo - TWENDE Sempre dritto - MOJA KWA MOJA Destra - KULIA Sinistra - KUSHOTO Su - JUU Giù - CHINI Voglio scendere qui - NATAKA KUSHUKA HAPA Voglio salire qui - NATAKA KUPANDA HAPA La macchina è rotta - GARI IMEARIBIKA Mi scusi (mi permettete) - HEBU/SAMAHANI Che succede? - KUNA NINI? Per favore - TAFADHALI Scattami una foto! - PIGA MIMI PICHA Non è nulla - SI KITU Mi dispiace, perdono - SAMAHANI Nessun problema - HAKUNA WASIWASI/HAKUNA MATATA Problemi, noie - WASIWASI, MATATA Cosa/e - KITU / VITU Non male - SI MBAYA Bene, che bello - SAFI Ok, va bene - SAWA Semplicemente, giusto - RASISI/SAWA CONCETTI DI TEMPO Che ora è? - SAA NGAPI Quattro in punto - SAA NNE KAMILI Un quarto d'ora passate le.-.NA ROBO ..e mezza - NA NUSU ..meno un quarto - BADO ROBO Minuti - DAKIKA Ieri - JANA Oggi - LEO Domani - KESHO Giorno - MCHANA Notte - USIKU Alba - ALFAJIRI Mattina - ASUBUHI Settimana - WIKI La scorsa/questa/la prossima settimana - WIKI ILIOYOPITA/HII/IJAYO Questo anno - MWAKA HUU Questo mese - MWEZI HUU Lunedi - JUMATATU Martedì - JUMANNE Mercoledì - JUMATANO Giovedi - ALHAMISI Venerdì - IJUMAA Sabato - JUMAMOSI Domenica - JUMAPILI ALTRO Pericolo! - HATARI! Attenzione! - ANGALIA!/ONYO! Attenti al cane! - MBWA MKALI! Non entrare! - HAKUNA NJIA! Buono - ZURI (con un prefisso sul davanti) Grande - KUBWA Piccolo - NDOGO Un sacco di -INGI (con un prefisso sul davanti) Altro/Un altro - Ingine Completamente - KABISA Amico - RAFIKI Se Dio vuole - MUNGU AKIPENDA Aiutare i poveri! - SAIDIA MASKINI! AMBIENTI Camera/e - CHUMBA/VYUMBA Letto/i - KITANDA/VIVANDA Sedia/e - KITI/VITI Tavoli/i - MEZA WC, bagno - CHOO, BAFU Acqua - MAJI Calda / Fredda MOTO/BARIDI Negozio - DUKA Banca - BENKI Ufficio postale - POSTA Albergo - HOTELI Telefono - SIMU Sigarette - SIGARA Sono malato - MIMI MGONJWA Medico - DAKTARI Ospedale - HOSPITALI Polizia - POLISI A TAVOLA Bere - KUNYWA Acqua da bere - MAJI YA KUNYWA Bicchiere - GLASI Birra - BIYA Caffè - KAHAWA Caldo - MOTO Freddo - BARIDI Succo di frutta - MAJI YA MATUNDA Vino - MVINYO Tè - CHAI Latte - MAZIWA Mangiare - KUKULA Cibo - CHAKULA Pane - MKATE Pane tostato - TOSTI Carne - NYAMA Bistecca - STEK Formaggio - JIBINI Frittata - KIWANDA Uova fritte - MAYAI LAKUKAANGA Pesce - SAMAKI Pollo - KUKU Riso - MKELE Verdura - MBOGA Minestra - SUPU Patate fritte - VIAZI VYA KUKAANGA Dessert, dolce - KEKI Frutta - MATUNDA Ananas - NANASI Limone - LIMAU Gelato - AYSKRIMU Burro - SIAGI Ghiaccio - BARAFU Olio e aceto - MA FUTA NA SIKI Sale - CHUMVI Zucchero - Sucari Mi porti il menù per favore? - TAFADHALI NILETEE ORODHA YA VYAKUL Il conto per favore - TAFADHALI NILETEE HESABU Cattivo - MBAYA (idem) Forchetta - UMA Coltello - KISU Cucchiaio - KJIO PRONOMI Io - mimi MIA/O - YANGU Tu, Voi - Wewe TUA/O, VOSTRA/O - YAKO/YENU Lei, Lui - Yeye SUA/O - YAKE Noi - Sisi NOSTRA/O - YETU Loro - Wao LORO - WAO NUMERI 1 - MOJA 2 - MBILI 3 - TATU 4 - NNE 5 - TANO 6 - SITA 7 - SABA 8 - NANE 9 - TISA 10 - KUMI 11 - KUMI NA MOJA 12 - KUMI NA MBILI 20 - ISHIRINI - 21 - ISHIRINI NA MOJA 30 - THELATHINI 40 - AROBAINI 50 - HAMSINI 60 - SITINI 70 - SABINI 80 - THEMANINI 90 - TISINI 100 - MIA MOJA 1000 - ELFU 2000-ELFU MBILI 5000-ELFU TANO 10,000-ELFU KUMI 20,000- ELFU ISHIRINI 30,000-ELFU THELATHINI 100,000-ELFU MIA MOJA 300,000-ELFU MIA MOJA 700,000-ELFU MIA SABA 1,000,000 - MILIONI (MOJA) 3,000,000- MILIONI TATU 10,000,000- MILIONI KUMI 50,000,000-MILIONI HAMSINI
Curiosità
Leggendo qua e là, ascoltando i documentari e viaggiando nel Paese, alcune notizie dall'aspetto culturale mi hanno particolarmente colpito. Hanno il colore delle curiosità, ed il sapore intenso delle brevi incursioni in altri mondi. Sono qui raccolte, e pronte ad essere costantemente aggiornate, alcuni interessanti approfondimenti, riguardanti gli animali, le piante, le persone e le usanze del Kenya, una terra che non finisce mai di sorprenderci... (Aspetto suggerimenti da tutti per ampliare le mie conoscenze ed estenderle a tutti gli utenti!)
Libri
Per conoscere il Kenya anche dal punto di vista di diversi autori che ci raccontano la propria esperienza, le emozioni provate ed i luoghi vissuti.
Magico Kenya...un video per sognare
Immagini e scene fatte di paesaggi, colori, usanze, luoghi e natura. Un video che vuole essere un rapido e piacevole viaggio nei ricordi, per chi già ha vissutoil Kenya, o un tuffo alla scoperta di cosa questo Paese possa offrire, per chi ancora non c'è mai stato. Perci, mettetevi comodi, aprite la mente e godetevi questo FILMATO [1] a tutto schermo... (Cliccare sulla parola : filmato) Links: ------ [1] http://www.kenyatravel.it/images_doc/video/kenya_video.wmv
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